Viaggio in Albania:

Da Saranda a Berat

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1 aprile 2008: Da Saranda a Berat (attraverso Blue Eye ed Argirocastro)

Il terzo giorno è quello in cui dovremo compiere il trasferimento più lungo: dobbiamo arrivare a Berat, nell’entroterra, lasciando il sud ed arrivando nella parte centrale del Paese delle Aquile (da Saranda a Berat sono circa 200 km). Ma la curiosità sui posti che dovremo visitare è tanta… Anche oggi il tempo sembra essere buono, ed in effetti lo sarà per tutta la giornata. Già in Italia, prima di partire, ci avevano parlato di un posto bellissimo che sarà, poi, la prima tappa del viaggio di oggi.

La strada è agevole e attraversa, inizialmente, dei campi coltivati che poi, man mano che si avanza verso la montagna, lasciano il posto a vaste aree naturali. Ad un certo punto abbandoniamo la strada principale per imboccarne una secondaria sulla sinistra che ci porta verso un lago artificiale posto a ridosso di una centrale idroelettrica sul fiume Bistrice. L’Albania è un Paese ricchissimo di acqua!

Il paesaggio è molto suggestivo ed il luogo merita sicuramente una sosta… stiamo arrivando a quella che è la prima fermata odierna: Blue Eye (Syri i Kalter in albanese) è un posto magnifico, che merita una sosta ben più lunga dei nostri 20 minuti a disposizione, prima di riprendere il lungo trasferimento verso Berat!

Siamo in un bosco di platani con tronchi cavi, attraversato da un ruscello con l’acqua che rumoreggia nel suo veloce ed incessante scorrere. L’area è attrezzata: c’è un ristorante il legno, qualche bungalow ed un sentiero che conduce verso la vera attrazione della zona: le sorgenti di Syri i Kalter, l’occhio blu che dà il nome al luogo. Mai nome è stato più azzeccato: il laghetto che le sorgenti formano è davvero un occhio azzurro intenso nel bosco verdeggiante… Una indicazione ci fornisce i dati sulla sua profondità, sulla temperatura dell’acqua, sulla portata; la guida ci dice che alcuni anni fa la Regione Puglia aveva in progetto di importare acqua da questo posto, ma poi non se ne fece più nulla… A sentire questo, mi vengono in mente i problemi legati alla sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) ed al fatto che davvero le future guerre saranno combattute per il possesso della risorsa primaria dell’uomo, l’acqua… Ma per fortuna l’amenità del luogo mi distrae, il pensiero passa e mi guardo intorno a cogliere le diverse sfumature dei colori e, un po’ come tutti, mi metto a giocare come un bambino negli alberi cavi.

Ma il viaggio è lungo, dobbiamo ripartire, dobbiamo raggiungere Argirocastro, seconda tappa di oggi. A malincuore ci avviamo verso il pulmino, ma questo è un posto che merita di essere vissuto almeno mezza giornata. Il pulmino si inerpica sulle montagne (ma per fortuna la strada è asfaltata e buona a differenza dell’altro ieri) attraversando dei bei paesaggi e stratificazioni litologiche, scendendo verso una pianura interna, quella solcata dal fiume Drinos che collega Argirocastro a Ioannina in Grecia.

Argirocastro.

Argirocastro è una città di circa 35.000 abitanti. La sua posizione geografica, che ha permesso il controllo nei traffici commerciali con la Grecia, ne ha determinato, nel tempo, una importanza tale, nel territorio meridionale dell'Albania, da presentare numerose testimonianze monumentali che hanno consentito nel 2005 l'inserimento nella Lista del Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO. O meglio, il suo centro storico è  stato inserito in tale lista, grazie alle tipiche costruzioni delle case, con caratteristici tetti in ardesia, che si ergono ai piedi del castello sulle pendici della collina. Il toponimo della città pare che voglia dire "Fortezza d'argento": credo proprio che siano i tetti argentati del centro ad averne dato questo toponimo...

Il pullman ci lascia nella piazza antistante il Municipio, brulicante di persone, e la salita ci porta lentamente verso il castello, oggi sede del Museo Nazionale delle Armi. qui sono conservate numerose testimonianze della storia recente dell'Albania e armi usate nei vari secoli fino alla Seconda Guerra Mondiale. Un aereo americano catturato durante la "Guerra fredda" è esposto in un cortile del castello, che domina la città sulla cima del colle, ai piedi dei monti Gejre. All'interno, fra le altre, la statua che simboleggia la Madre Albania che scaccia gli invasori e le celle in cui, durante la Seconda Guerra Mondiale, in cui i nazisti rinchiusero i prigionieri. Quando ci vengono tradotte le iscrizioni lasciate dai prigionieri vengono i brividi e la pelle si accappona...

Il castello, o meglio, la città fortificata presenta vari cortili ed ospita ogni 5 anni il Festival Nazionale Folk; la prossima edizione si svolgerà l'anno prossimo... I cortili sono fruibili, e pare che siano vissuti come ritrovo soprattutto in estate, anche grazie alla presenza di un bar in uno dei locali. Alcune case, la torre con l'orologio e alcune ripidissime stradine, che sembrano più mulattiere, e mettono in comunicazione il castello con la parte bassa della città, completano lo scenario, reso particolarmente suggestivo dal panorama che si gode da qui sull'intera pianura solcata dal fiume Drinos fino ai monti Lunxherise, le cui cime sono ancora ricoperte di neve.

Da qui si vedono dall'alto anche i celebri tetti in ardesia delle case. Una cosa, però, stona e si nota: proprio questi tetti che hanno permesso l'inserimento della città a Patrimonio dell'Umanità stanno, talora, crollando e sono stati spesso sostituiti da comuni tegole rosse: attenti amici albanesi ... che in questo modo si rischia di perdere la peculiarità che ha reso "bene culturale" tali edifici!

Una visita a una casa-museo, tipica abitazione di Argirocastro, quella in cui ha vissuto l'ex dittatore Enver Hoxa, ci fa rimanere a bocca aperta per l'eleganza dei tessuti e degli arredamenti e le fini lavorazioni del legno. Un ottimo pranzo in un ristorante posto in posizione panoramica sui tetti di Argirocastro ci permette di apprezzare anche un bel sole nel primo pomeriggio, prima di riprendere il viaggio verso Berat.

             

 

Per approfondimenti

 - Genuario Belmonte, Albania meridionale, Il Grifo, 2008

 - Benen Hayden, Trekking through Southern Albania, Botimet Toena, 2005 (in inglese)

 - Your Key to Gjirokastra, Guida turistica (in inglese)

 

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