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Co ntatti
Sviluppo sostenibile… Che cos’è?
Fabio Mitrotti*
I recenti avvenimenti climatici hanno portato alla
ribalta il problema del rapporto uomo – ambiente. I continui fenomeni
alluvionali, di siccità, ma anche gli uragani e le tempeste tropicali
verificatesi, in maniera inusuale, a latitudini diverse da quelle dei Tropici
hanno portato i mass media, le autorità pubbliche e molti cittadini a
interrogarsi sulle cause di queste calamità naturali.
Ma le cause
sono da ricercarsi nella naturalità dei fenomeni o sono piuttosto frutto di
scriteriate scelte di carattere antropico?
Da decenni
ormai gli scienziati hanno lanciato l’allarme e hanno posto il problema dello
scorretto uso che l’uomo ha fatto delle risorse naturali, sempre alla ricerca
del profitto e di uno sviluppo economico che si è rivelato, spesso, effimero.
Questo allarme ha portato i Governi a riunirsi e a decidere di attuare
politiche comuni orientate verso la sostenibilità delle azioni umane. Me cos’è
lo sviluppo sostenibile? E’ il punto di equilibrio fra il giusto desiderio di
sviluppo da parte delle dell’uomo, cioè della ricerca delle comodità e degli
agi, e il logico rispetto dell’ambiente in cui viviamo e delle risorse in esso
contenute, dove per risorse non sono da intendersi solo quelle economiche
(petrolio, minerali…) ma anche quelle naturali (boschi, animali, foreste,
acqua, aria) e quelle artificiali (una strada, ad esempio, è una risorsa
comune in quanto è un bene comune, è di tutti, non di nessuno!).
Nell’accezione comune il concetto di sviluppo sostenibile è sintetizzato nella
definizione che nel 1987 ne ha dato la Commissione Brundtland e cioè “la
capacità di ogni individuo di soddisfare i propri bisogni, senza compromettere
la possibilità delle generazioni presenti e future di soddisfare i propri”.
Un concetto che può apparire, ad una prima sommaria lettura, utopistico. Ma se
si analizza più in dettaglio la frase ci si accorge che vengono date delle
prescrizioni di tipo comportamentale in cui ogni persona può soddisfare le
proprie esigenze, facendo attenzione, però, a non ledere quelle altrui,
affinché tutti possano beneficiare di un miglioramento delle proprie
condizioni sociali ed economiche nel tempo attraverso un razionale uso delle
risorse (tutte!). Il concetto che si evince dalla definizione di sviluppo
sostenibile è quello del rispetto verso le risorse e verso gli altri.
Sembrerebbe un concetto logico, quello del rispetto, me se è stato necessario
definirlo e codificarlo, evidentemente si era giunti a un punto in cui esso
non era tenuto nella dovuta considerazione, prevalendo la logica del proprio
interesse e profitto. Oggi siamo tutti chiamati a cambiare atteggiamento e a
collaborare per contribuire alla realizzazione di miglioramenti
socio-economici dei cittadini e per migliorare la qualità dell’ambiente in
cui viviamo. Tra le tante azioni che si possono intraprendere, una molto
importante è l’Agenda 21 Locale che chiede la partecipazione di tutti
(cittadini, ricercatori, imprenditori, amministratori) all’attuazione dello
sviluppo sostenibile, affinché esso non rimanga una parolina magica e
utopistica, da utilizzare in maniera demagogica negli eventi culturali.
*Dottore
di ricerca in Qualità ambientale e sviluppo economico regionale. Università di
Bologna
in collaborazione con la rivista Altre Strade n.5
Ultimo aggiornamento:
18-01-10
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