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Alcuni percorsi nel territorio rurale della provincia di Brindisi |
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percorso 1 - da Brindisi a Torchiarolo - S. Pietro Vernotico - Mesagne percorso 2 - da Mesagne a Cellino San Marco percorso 3 - Fasano e dintorni percorso 4 - da Ostuni a Carovigno a San Vito percorso 5 - da Mesagne a Latiano, Oria, Francavilla Fontana e Villa Castelli percorso 6 - da Ceglie Messapica a San Michele Salentino, Ostuni e Cisternino
S. Michele Sal.: chiesa S. Francesco
Brindisi: Masseria Belloluogo
Cisternino: Figazzano
Ostuni: Masseria Li Santuri
Torchiarolo: Torre Muccio
Artigianato: ceramica e terracotte
Brindisi: Masseria Grottamiranda
Apani: gli archi
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L’itinerario culturale Marcella Nuzzo* Il concetto di “itinerario culturale” ormai da qualche anno si è aggiunto alla ampia serie di tipi di beni culturali e tra tutti i beni culturali un itinerario è certo il più complesso sia come individuazione e riconoscimento del bene sia come progettazione e gestione. Inoltre un itinerario culturale si collega più di ogni altro al paesaggio che è a sua volta un bene culturale articolato e che comprende una serie di altri beni culturali. Connesso all’idea di “itinerario” c’è quello di strada, di via, di movimento. Il primo modello di itinerario culturale è quello che segue le tracce di un antico cammino, di una strada storica che nei secoli ha mantenuto la sua funzione. Ma il concetto di itinerario è in realtà molto più vasto: si possono creare nuovi itinerari seguendo un tema, una tipologia di beni culturali o anche elementi legati alla produzione naturale o industriale di una regione. Un itinerario è un nuovo tipo di bene culturale allargato che collega tra loro beni culturali diversi od omogenei, creando un nuovo sistema di conoscenze. Un itinerario è comunque un processo mentale che si basa sulla individuazione di elementi esistenti o da creare, può essere perciò il risultato di un’analisi storica, ma anche di una progettazione ex-novo. L’itinerario, come strumento progettuale, consente di avviare anche interventi concreti di salvaguardia e conservazione. Il fenomeno del turismo culturale, come detto in precedenza, in continua crescita negli ultimi anni, comprende sia i viaggi con destinazioni culturali in senso stretto, ma associa anche soggiorni con altre motivazioni che si sovrappongono a quelle culturali. A fianco quindi del movimento turistico finalizzato alla visita e alla fruizione di beni culturali, intesi come monumenti, chiese, musei, castelli, siti storici ed archeologici, oggetto del turismo culturale possono essere considerate tutte le forme nelle quali si esprime la vita di un popolo, dunque non solo opere d’arte e architettoniche, ma anche tradizioni, gastronomia, artigianato. In altri termini, nella percezione comune dei turisti, l’attrattiva culturale di un’area dipende dall’insieme degli elementi che la caratterizzano: il suo ambiente, la sua storia, la sua civiltà e i prodotti della sua cultura[1]. *Dottore di Ricerca in “Qualità ambientale e sviluppo economico regionale” - Università di Bologna [1] Basti pensare alla lettura data dal turismo straniero al turismo culturale in Italia: la possibilità di fruire di città d’arte, di un ricco patrimonio artistico, archeologico e museale, ma con un’attenzione sempre maggiore alle tradizioni ed al patrimonio enogastronomico del nostro Paese e più in generale nei confronti di quello che si può definire l’ “Italian Style of Life”.
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Ostuni: strutture in pietra a secco
Artigianato in ferro battuto
San Vito dei Normanni: pascolo
Apani: faraglione e kitesurf
Egnazia: via Traiana
Carovigno: Torre Guaceto
Figazzano: Presepe vivente
Fasano: oliveto
S. Michele S.: Masseria Archivecchi
Ostuni: Torre Pozzelle
Villa Castelli: specchia Puledri
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