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Nei 20 comuni della provincia si svolgono numerosi
appuntamenti culturali e di svago
Guarda gli eventi che si svolgono sul territorio
provinciale...
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….A proposito del
territorio di Brindisi
La provincia di
Brindisi, istituita nel 1927, si presenta, dal punto di vista geografico,
costituita da due parti: in quella settentrionale si ritrovano le ultime
propaggini delle Murge, che, verso sud, degradano dolcemente nell’area di
pianura convenzionalmente nota come Istmo messapico. Le Murge si
riconoscono per il netto distacco dalla soglia costiera mediante un
costone roccioso, parzialmente ricoperto da oliveti, boschi e macchia
mediterranea. Il territorio è dominato dai fenomeni carsici ed è
costituito dalla grande depressione della Valle d’Itria e da numerose
doline e gravine. L’idrografia, dominata dal fenomeno carsico, esclude la presenza
di corsi d’acqua superficiali, pur incidendo il terreno con altri fenomeni carsici (le
suddette doline e gravine). L’altezza massima della provincia viene
raggiunta nella Selva di Fasano (m. 396). Da questa altezza, il tavolato
delle Murge precipita bruscamente a nord - est verso la fascia costiera.
Partendo da nord, la costa si presenta generalmente rocciosa con numerose
piccole cale sabbiose, per arrivare a formare, nell’area compresa fra
Torre Canne e Torre San Leonardo (nei comuni di Fasano e Ostuni), una duna
costiera sabbiosa lunga circa 6 km. L’intero tratto costiero è dominato
dalla presenza di numerose lame, che incidono la pianura in maniera perpendicolare
rispetto alla costa. Nei pressi della costa sono
frequenti delle sorgenti. L’area pianeggiante della Piana messapica
costituisce una frattura fra le zone calcaree delle Murge a nord e quelle del
Salento centro - meridionale a sud. In questa area si può notare una
idrografia agevolata dall’opera dell’uomo per la bonifica di depressioni
interne. Il corso d’acqua principale è costituito dal canale Reale che ha
origine in agro di Villa Castelli (a circa 160 m s.l.m.) e sfocia, dopo un
percorso di circa 50 km, nel mare Adriatico nei pressi di Torre Guaceto,
che presenta vaste aree paludose costiere, mentre la punta rocciosa che la
delimita a nord si prolunga in mare con gli scogli di Apani, resti di una
barriera lagunare successivamente erosa. Variegati sono, poi, gli
ecosistemi presenti e tutelati in numerose aree protette, la più
importante delle quali è la Riserva Marina di Torre Guaceto.
L’economia locale è
caratterizzata dalla presenza dell’area industriale nel capoluogo, in
particolare un importante polo petrolchimico, aeronautico e una notevole
produzione energetica. Il comparto agroalimentare rappresenta un
importantissimo settore determinante per lo sviluppo diffuso dell’area e
l’integrazione con la produzione agricola. Fra le coltivazioni preminenti
si ricordano quella dell’olivo e della vite, con conseguenti buone
produzioni di olio e pregiati vini, ma anche degli ortaggi (il carciofo e
il melone di Brindisi). Nelle zone interne della provincia si stanno
sviluppando interessanti produzioni nel settore tessile e
dell’abbigliamento. Il turismo offre oggi grandi prospettive di sviluppo,
per la presenza di notevoli e diffuse risorse storico-artistiche,
culturali, archeologiche, ambientali e balneari. Il recupero dei beni
culturali, testimonianza di un passato ricco di storia, costituisce la
chiave di volta per la riqualificazione territoriale e la sua promozione,
favorendo la diffusione di un turismo sostenibile. L’artigianato
tradizionale, un tempo fiorente in tutta la provincia, sta lentamente
scomparendo a causa delle nuove produzioni industriali e ne permangono
testimonianze solo nella memoria dei più anziani o in alcune piccole
botteghe. E’ in questi locali che si ritrovano gli oggetti semplici della
cultura contadina proveniente dal passato, quali le stuoie di canne, sulle
quali mettere a seccare i fichi, le mandorle, dove appoggiare i pomodori
per preparare le conserve. E poi, con i fili di giunco intrecciati si
realizzavano cesti, canestri di qualsiasi dimensione e i fiscoli,
strumenti di lavoro per la macinatura della pasta d’olive nei frantoi
ipogei (i trappeti).
E chi sapeva
lavorare il cuoio era chiamato a realizzare i finimenti dei cavalli,
mentre i
falegnami erano impegnati a confezionare il traino con le sponde alte e le ruote compresse
in un cerchio di ferro; il lavoro del ferro battuto, del rame e
dell’ottone permangono ancora, seppur a fatica, a testimoniare le vecchie
arti.
In questo contesto
nasce e si consolida un artigianato vivace e di buona qualità, capace di
sopperire alle mille esigenze della vita quotidiana, come l’arte dei
bottai a produrre botti per il trasporto e la commercializzazione del
vino, fiorente fino ai primi decenni del Novecento.
E poi i ricami al
tombolo, il lavoro delicato delle camiciaie, i lavori al telaio,
testimonianza di un artigianato al femminile tutto da scoprire visitando i
centri del territorio brindisino, attraverso
i profumi, i colori
ed i sapori…

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Carovigno

Cellino San Marco

Erchie

Francavilla Fontana

Mesagne

Ostuni

San Michele S.

San Pietro
V.

Torchiarolo

Villa Castelli

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